Giuseppe Tumino: Massàri

10,00

Data di Pubblicazione: aprile 2021
ISBN: 978-88-32220-15-5
Pagine: 72

Occorre sempre lasciare traccia scritta del nostro passato, altrimenti tutto si perde e si dimentica. Se non c’è qualcuno che scrive oggi sul mestiere del mastro ri carretta, non sapremo mai come faceva ad infilare il cerchione di ferro sulla ruota del carretto, non sapremo chi dipingeva le fiancate e il portellone del carretto, chi faceva l’armigghji per il cavallo, con quali strumenti li facevano e che
materiali adoperavano. Lo stesso discorso vale per lo scarparo, il custurieri, l’ippisaru, il milaru, il cunziruoto, il mastru re mura a siccu, il firraru, il vuttaru o l’umbrillaru. Cosa ne sappiamo della perizia del mastru re mura a siccu nello scegliere la pietra e tagliarla per inserirla in quel capolavoro che è il muru a siccu così presente dalle nostre parti che assolve alla funzione di delimitare, la proprietà e creare le ciuse dove gli animali non possono uscire se non attraverso il varu che il
massaro di volta in volta sbraca e poi ciuri? E che dire degli antichi lavori di campagna che ormai non si fanno più come u pisari che cavaddi, mietere i saittuna, fari i scuparini, o i liami p’anfasciari i regni? Per questo è necessario lasciare testimonianza di questo passato. Perché è storia e questa serve alle nuove generazione per capire il presente.

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